Hotel Villa delle Rose| Collodi: Il paese dei balocchi In tutto il mondo parlare di Collodi significa parlare della patria di Pinocchio, protagonista di uno dei più straordinari successi editoriali, di un libro tradotto in tutte le lingue, e senza dubbio del libro più letto al mondo. Le principali attrazioni di Collodi sono tre: l’antico borgo, lo storico Giardino Garzoni e il Parco Monumentale di Pinocchio. Dell’antico borgo o castello di Collodi si hanno notizie già dalla fine del XII sec. La sua origine ha motivi prevalentemente militari. Trovandosi, infatti, sulla fascia di confine tra il territorio lucchese e quello fiorentino, Collodi è stato conteso dalle due rivali per lungo tempo, fino ad arrivare nel 1442 a diventare un avamposto fortificato della Repubblica di Lucca. Il borgo si presenta come una vera e propria “cascata” di piccole case arrampicate lungo il pendio di un colle scosceso sbarrate dall’imponente mole della Villa Garzoni, sorta sulle rovine del castello medioevale. Lo Storico Giardino di Villa Garzoni è uno splendido giardino barocco. Realizzato nel Seicento, fu arricchito nel secolo successivo con statue e importanti “trionfi d’acqua”. Si apre in basso con un parterre di gusto francese, con aiuole, statue e due grandi vasche circolari e dopo il passaggio alla prima terrazza, eleganti scale a doppia rampa conducono alle tre terrazze superiori. Al di sopra di esse si trova una “scala d’acqua”, fiancheggiata da due figure femminili, rappresentanti le eterne rivali Lucca e Firenze, fino ad arrivare all’estremità con la statua della Fama, che soffia in una conchiglia, dalla quale scaturisce un getto d’acqua. Il Parco di Pinocchio consiste in un vero e proprio museo all’aperto. La sua progettazione iniziò nel 1951 a cura dell’allora Sindaco di Pescia, Rolando Anzilotti. Due anni dopo venne indetto un concorso nazionale per il monumento a Pinocchio. Molte le adesioni, ma i vincitori ex-aequo furono Emilio Greco con “Pinocchio e la Fata” e Venturino Venturi con la “Piazzetta dei Mosaici”. Nel 1963 venne inaugurata l’Osteria del Gambero Rosso, ideata e progettata dall’architetto Giovani Michelucci. Nel 1972 è stato realizzato il Paese dei Balocchi, percorso fantastico, attraverso più di un ettaro di macchia mediterranea, delle avventure di Pinocchio. Troviamo poi il Laboratorio delle Parole e delle Figure, edificio disegnato dall’architetto Giovanni Michelucci, che rappresenta uno spazio dove, di volta in volta, vengono allestite mostre per l’infanzia. Da Collodi è possibile percorre la caratteristica Via della Fiaba, che, attraverso un itinerario non impegnativo di un’ora e mezzo, permette di ammirare, oltre al panorama, bellissime statue collocate lungo il sentiero. Butterfly House - Collodi Collodi, il paese di Pinocchio, ospita nella nuovissima Butterfly House 800 tra le più belle specie di farfalle provenienti da tutto il pianeta, vive e libere di volare. Si tratta di una delle prime case delle farfalle realizzate in Italia, dove si ammirano giardini esotici in cui giornalmente le farfalle si corteggiano, si nutrono e si riproducono protette da sistemi di controllo biologico naturale. Nel cristallo di un gioiello d’architettura contemporanea (ideazione e progetto a cura dello Studio Faroldi di Parma) la struttura, realizzata sul sito di una vecchia serra, è stata inserita all’interno dello storico giardino Garzoni e ospita ora un altro giardino, non convenzionale, con piante rare disposte nel rispetto di un ecosistema biologico che riproduce gli habitat naturali delle splendide farfalle diurne e notturne (le falene). Per un suggestivo gioco di magia, luminosità e leggerezza che le glasshouses e le farfalle parimenti evocano. All’interno della Collodi Butterfly House si potranno vedere tutti gli stadi di sviluppo delle farfalle: uovo, bruco, crisalide e farfalla. Si potranno incontrare dal vivo alcuni tra gli esemplari più significativi (provenienti degli ambienti amazzonico, afro-tropicale e indo-australiano), riconoscere le colorazioni aposematiche e i trucchi adottati per la sopravvivenza. Osservare dal vivo significherà anche poter eseguire studi di etologia. Tra le specie più interessanti ci sono gli heliconidi neotropicali, nei quali si è sviluppato un comportamento sociale complesso. Queste farfalle possono essere osservate mentre passano la giornata a esplorare l’ambiente circostante, mentre ripercorrono con regolarità i tragitti fino ai luoghi di aggregazione serali, quando si dispongono a grappolo per dormire tutti insieme. Altre specie meritano una particolare menzione: per esempio le “idea”, grandi e aggraziate farfalle bianche e nere, dotate del volo più leggero che esista; o le sgargianti “morfo amazzoniche”, dai colori blu cangianti; o ancora le ornithoptere, le più grandi al mondo, con incredibili colorazioni, protette dalle convenzioni internazionali sulla fauna selvatica. Tutte le farfalle sono inserite in un ambiente realizzato appositamente per le loro esigenze, avendo privilegiato spazi e ambienti utili alla loro vita, con sistemi di controllo biologico naturale, con i necessari sali minerali presenti sul terreno, con piante che producono fiori adatti al loro nutrimento e con le giuste luci, ombre e umidità. All’interno si trovano anche incubatrici per crisalidi, una teca per i bachi da seta, insettari e una proiezione didattica che precede la visita. Alla nuova serra è infatti collegato uno spazio che ospita l’ingresso e il centro didattico: un’aula destinata alla presentazione audiovisiva di informazioni che preparino il visitatore alla comprensione della vita animale e vegetale. Un programma funzionale elaborato dall’entomologo Enzo Moretto, che ha individuato alcuni temi strategici riguardo al ciclo vitale delle farfalle. Che si dispiegherà poi dal vero. La Collodi Butterfly House è aperta al pubblico da aprile a ottobre. Il Padule di Fucecchio: la più grande palude interna italiana Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra la Provincia di Pistoia e la Provincia di Firenze. Seppur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana. Per la tutela delle emergenze naturalistiche, storiche e ambientali del Padule, le Province di Pistoia e Firenze hanno creato riserve naturali su una parte del bacino palustre. La riserva naturale istituita dall’amministrazione provinciale di Pistoia nel 1996 ha una superficie di circa 200 ettari ed è divisa nelle due aree de “Le Morette” e “La Monaca-Righetti”; la restante parte del bacino palustre è classificata come area contigua. Nella Riserva Naturale viene praticata una gestione attiva che comprende il controllo della vegetazione, il recupero ambientale degli specchi d’acqua libera e opere di manutenzione tese ad incrementarne le opportunità di visita. Il periodo migliore per programmare un’escursione nel Padule è tra febbraio e giugno (in luglio e agosto il caldo è davvero insopportabile e da settembre si apre la stagione di caccia). All’interno del Padule si possono effettuare diversi itinerari, tra i quali quello naturalistico (a piedi) e quello storico-ambientale (in auto o in bicicletta). Il primo è particolarmente indicato per gli amanti del birdwatching e dopo aver toccato alcuni “casotti” (un tempo ricovero per cacciatori e contadini), porticcioli (quello delle Morette, così detto per le anatre tuffatrici e in particolare per l’ormai rara Moretta tabaccata) e lapidi che ricordano l’eccidio avvenuto il 23 agosto 1944 (quando 175 persone, soprattutto bambini, donne e anziani, caddero vittime della ferocia nazi-fascista), permette di osservare i grandi stagni all’interno della riserva, che offrono ospitalità a oltre 200 specie di uccelli. Il secondo itinerario consente invece di visitare il Ponte di Cappiano (fatto costruire nel 1550 dal Granduca Cosimo I de’ Medici), alcuni essiccatoi del tabacco e, a Massarella, la chiesa parrocchiale, che contiene alcuni begli affreschi, tra i quali una Crocifissione dipinta da Romano Stefanelli, curiosamente ambientata dall’autore proprio nel Padule. Massarella mantiene inoltre la tradizione della raccolta delle erbe palustri, che vengono poi smistate in tutta Italia. Qui sono infatti ancora presenti attività legate alla raccolta e all’intreccio del sarello e della sala (per rivestire sedie e fiaschi), della gaggia e di altre piante tipiche dell’area umida. E proprio a tali erbe è dedicata una festa, che si tiene in maggio a Castelmartini, durante la quale valenti artigiani danno dimostrazioni pratiche delle antiche tecniche di intreccio e impagliatura. Il Padule ospita contemporaneamente piante adattate a climi diversi, mentre la fauna che vi si trova è davvero sorprendente, rivestendo un ruolo fondamentale nelle rotte migratorie fra la costa tirrenica e l’interno. qui si possono osservare nel corso dell’anno oltre 200 specie di uccelli e l'area palustre offre eccezionali spunti per gli appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica, soprattutto durante il passo primaverile. Il Padule, oltre alle ricchezze dei paesaggi e della natura, conserva il fascino delle vicende storiche legate alle grandi famiglie dei Medici e dei Lorena. Qui rimangono significative testimonianze dell’opera dell’uomo, che nel corso dei secoli ha plasmato e modificato la struttura dell’area umida: i canali e il sistema dei porti, segni di antiche ed importanti idrovie; il ponte mediceo di Cappiano, fulcro delle attività di regimazione delle acque e della pesca, nonché importante passaggio sulla via Francigena; il complesso della fattoria del Capannone, che rappresentava uno dei principali approdi della Valdinievole; gli edifici dell’archeologia industriale come gli essiccatoi del tabacco. Naturalmente, golf Sono gli ulivi sui pendii del Montalbano, la rigogliosa vegetazione e gli antichi casali le prime impressioni che si stampano davanti ai nostri occhi quando imbocchiamo la strada che si arrampica su per Montevettolini, a pochi chilometri da Montecatini Terme. E' la Toscana più tipica, quella che fa impazzire inglesi e americani. Ma qui c'è un motivo in più per scegliere quest'angolo d'Italia. Il Montecatini Golf Club possiede uno dei campi più suggestivi della regione, 18 buche che si sviluppano su un percorso immerso nelle colline e nel verde. Diciotto buche lontane da caos e da cemento. Trascorrervi una giornata è un'esperienza che non si dimentica difficilmente. Qui si gioca e ci si rigenera, nella mente e nel fisico. E non a caso Montecatini è la città del benessere, con i suoi stabilimenti termali che ne fanno uno dei maggiori centri d'Europa di "remise en forme". Il paesaggio che si apre di fronte al giocatore varia a ogni buca e ogni volta è una nuova poesia per i profili che si susseguono e per i colori che si sovrappongono. A cominciare dalla Club House, edificio di alto pregio storico e architettonico. Sorge infatti su antichi insediamenti etruschi, e il suo nucleo iniziale risale all'anno 1000. Il restauro non ne ha alterato la vecchia struttura né la bellezza, e oggi, tipico casale toscano sormontato da coppi e tegoli, si trova incastonato in piena armonia con il paesaggio circostante. Ma soprattutto, il campo. Il tracciato, aperto tutto l'anno, segue la conformazione collinare e si estende su un percorso di 18 buche Par 72, per una lunghezza totale di 5857 metri per gli uomini e 5127 per le donne. Le buche, che sembrano ogni volta perdersi nella macchia, riemergono tutte insieme una volta giunti alla numero 9, quando lo sguardo si perde nel verde degli ulivi che segnano i delicati dog legs dei fairways e i margini del campo. Due laghi in corrispondenza delle buche 5, 10 e 18 rendono ancor più suggestivo il paesaggio ed eccitante il gioco. Terme: la cultura del benessere Montecatini Terme è la città del benessere. Gli stabilimenti termali che la caratterizzano sono tra i maggiori centri d'Europa di "remise en forme". Qui acqua significa bellezza e relax, equilibrio e salute. L’acqua come elemento di vita e benessere: è in questa accezione che le terme di Montecatini, da più di 600 anni, si lasciano vivere e godere. Le falde acquifere di Montecatini si trovano a 80 metri di profondità e le acque nel lento cammino verso la superficie si arricchiscono di sostanze e sali minerali indispensabili per la bellezza e la salute dell’organismo umano. Emergono così batteriologicamente pure e ricche di preziosi elementi che ne determinano le diverse proprietà terapeutiche. Il loro utilizzo naturale fa parte di quella nuova filosofia del benessere che si basa sulla dolcezza e sui programmi antistress come alternativa concreta agli incalzanti ritmi di vita delle città moderne. Se la natura fa la sua parte con i suoi potenti mezzi millenari, le mani esperte e professionali dell’uomo non sono da meno: qui si può scegliere tra acqua-gym, fanghi, acqualux, sauna, bagno turco, terapie estetiche, massaggi subacquei, massaggi sottopioggia, docce filiformi, aromaterapia, cure idropiniche, inalazioni, idromassaggi, solarium, ecc. Le Terme di Montecatini rappresentano il regno ideale della salute e del benessere. Le troviamo immerse in ampi parchi che ci predispongono ad apprezzarne le benefiche proprietà. L’essenziale è lasciarsi andare, solo così il lento scorrere dell’acqua diventa una carezza per lo spirito e per il corpo. |
Visualizzazione ingrandita della mappa | Ristorante Piazza Grande Castellare di Pescia (PT) tel +39 0572 4670 piazzagrande@rphotels.com |
L'Hotel VILLA DELLE ROSE è splendidamente inserito all'interno di un edificio costruito verso la fine del Settecento dal Conte Soderini (appartenente a un antico casato nobiliare fiorentino), che lo scelse come dimora di campagna.
Per l'attenta dedizione alla coltivazione floreale contadina (che in questi luoghi si è tramandata fino ai giorni nostri) la villa fu chiamata delle Rose già dallo stesso Conte.